mag
25
2008

Se applicherete i seguenti suggerimenti potrete usufruire appieno delle possibilità del vostro cristallo:
• Il cristallo per essere pronto alla programmazione deve venire previamente purificato e scaricato da eventuali programmi preesistenti.
• Preparate poi una frase che volete far memorizzare alla pietra, evitando negazioni e tempi diversi dall’indicativo presente (“non voglio che…” “vorrei…”), il contenuto deve essere facile da ricordare.
• In un luogo dove non potete essere disturbati levatevi tutti gli anelli e passandoci sopra il cristallo diverse volte purificate ed equilibrate la vostra aura.
• A questo punto sedetevi in posizione eretta, rilassando tutto il corpo e prestando attenzione a respirare in maniera corretta. Cercate di lasciarvi andare, senza aver fratta, senza voler ottenere a tutti i costi, ma accettando la discesa nello spazio del silenzio e della meditazione. Non fermate eventuali pensieri che vi possono balenare nella mente ma lasciate scorrere il flusso.
• Appoggiate sul terzo occhio il cristallo che tenete con la mano sinistra (i mancini con la destra), mettete l’altra mano sul chakra del cuore. E’ il momento di lasciarvi andare all’energia del cristallo e quando sentite di essere pronti chiedete al cristallo di ascoltare, sentire e riconoscere la vostra energia.
• Fatto ciò entriamo nella fase della programmazione vera e propria. Immaginate un raggio di luce bianca che esce dal terzo occhio ed entra nel cristallo, è su questo raggio che dovete scrivere il vostro messaggio e lasciare che venga impresso nella pietra. Visualizzatelo quindi impresso nel suo interno e mantenete la visualizzazione finché non saprete che il cristallo ha memorizzato l’informazione.
• Ringraziate il vostro nuovo amico fidato.D’ora in poi tutte le volte che desidererete domandare qualcosa al vostro cristallo o comunicargli dei messaggi, potrete usare la stessa procedura o affinarne un similare ma più consona al vostro sentimento.Il cristallo è in grado di soddisfare le richieste più svariate, l’unico limite alla domande che potete porgli è quello della vostra immaginazione. Il cristallo ovviamente non risolve problemi o realizza desideri, la sua energia serve a noi per chiarire le nostre idee. Siamo sempre e solo noi a tenere i mano la nostra vita e a decidere. Il cristallo è un grande amico che dispensa consigli, indirizza e illumina la strada con la sua luce.
mag
22
2008

Fin dal primo incontro il nuovo cristallo è stato vicino a noi, manca però ancora qualcosa perché esso possa diventare espressamente “nostro”.Dobbiamo instaurare con lui un rapporto di interazione più profondo, fargli capire l’importanza che ha per noi e il nostro desiderio di dialogo esclusivo, in sintesi dobbiamo programmare il nostro cristallo.Un cristallo con cui veniamo in contatto per la prima volta è ancora un cristallo di tutti, ha scambiato la sua energia con moltissime persone prima di noi e continuerà a farlo se non gli chiediamo espressamente d’instaurare un rapporto di esclusività.Bisogna essere attenti all’atteggiamento che usiamo nei suoi confronti, la programmazione non è un’imposizione della nostra volontà ma è un invito ad entrare in simbiosi con la nostra propria energia. Per capire meglio come programmare un cristallo perché faccia ciò che desideriamo basta osservare il metodo di memorizzazione dei calcolatori. In ogni computer la memoria è impressa su dei chip in biossido di silicio ovvero la medesima sostanza di cui è composta la pietra che volete programmare. Se la funzione dei chip è di memorizzare gli impulsi con cui viene in contatto, lo scopo del vostro cristallo è di conservare ciò che è stato memorizzato quando viene dato l’impulso.Ovviamente il medium di trasferimento dei dati di un chip è differente da quello di un cristallo: il primo usa energie elettroniche mentre il secondo energie mentali, molto più sottili.Quando avete programmato un cristallo riponetelo in un posto accogliente e ben in vista e fate attenzione che nessun altro lo tocchi, nel caso questo accada dovrete riprogrammarlo. Anche nel caso voi stessi tocchiate il vostro cristallo in momenti di stati d’animo particolarmente avversi o forti sarà meglio che lo ripuliate e lo riprogrammiate, cosa comunque da fare di tanto in tanto per mantenere con lui un contatto stretto.
Nel prossimo post i segreti per la programmazione della vostra pietra.
mag
10
2008
Il cristallo dopo la pulitura è svuotato della sua energia e ha bisogno di essere ricaricato. Ci sono varie possibilità per ridare energia al vostro cristallo e ognuna di esse gli conferisce delle qualità diverse: qui di seguito ne descriviamo alcune
Con l’energia solare: si espone il cristallo alla luce solare per un periodo che varia da un’ora ad un’intera giornata a seconda delle dimensioni e dell’energia che sentite necessaria. Attenzione a quei cristalli (solitamente i trasparenti colorati) che possono perdere o cambiare colore, per loro è meglio evitare questo tipo di energizzazione.
Con l’energia lunare: esporre il cristallo alla luce della luna in un luogo aperto per una notte intera, questo gli conferirà un’energia yin.
Con la neve: mettere il cristallo su una superficie innevata potenzierà l’effetto di ricarica del sole o della luna: i cristalli di neve aumentano l’assorbimento di energia proveniente dall’esposizione agli astri.
Con l’energia della terra e della natura: un altro valido metodo di ricarica è sotterrare il cristallo per due o tre giorni, possibilmente in prossimità delle radici di una pianta. Si può anche fare adoperare un vaso da appartamento nel caso non abbiate a disposizione un giardino, in questo frangente è meglio aumentare il tempo di esposizione.
Con l’energia della piramide: un metodo molto usato e apprezzato è di mettere il cristallo sotto una piramide con le proporzioni della piramide di Cheope. Sarà sufficiente un’esposizione di ventiquattrore per ricaricarlo.
Il cristallo ricaricato è adesso in grado di prendere contatto con l’energia del posto in cui scegliamo di lasciarlo, non chiudete mai il vostro cristallo in un cassetto buio perché ne soffrirebbe molto e non potrebbe offrirvi l’aiuto per cui vi ha cercato e trovato. Ha bisogno di un posto dove possa essere visto e magari dove possa interagire con altri cristalli che possediamo, gradirà molto la compagnia.
mag
05
2008

Adesso che siamo in possesso di un cristallo dobbiamo iniziare a prenderci cura di lui. La prima cosa di cui ha bisogno è di una profonda pulizia energetica. Quando entriamo in contatto con un cristallo per la prima volta non sappiamo nulla sul suo passato, in che mani è stato, in che luoghi è stato, se ha subito “traumi” di qualche genere. Un buon consiglio è di non tenere troppo in mano un cristallo sconosciuto prima della purificazione, l’energia che rilascia potrebbe essere perturbata.Il primo metodo di pulizia è mettere il cristallo in una ciotola (non di plastica) e ricoprirlo completamente di sale, dopo averlo lasciato riposare da una a dodici ore a seconda delle necessità, mettete la ciotola sotto dell’acqua corrente finché tutto il sale non si sarà sciolto. Non dimenticarti di chiedere al Deva dell’acqua di trasformare le energie negative in energie neutre e di ringraziarlo per questo. Attenzione ai cristalli contenenti rame, il sale li ossida e quindi per pulirli bisogna usare l’argilla (come suddetto per il sale) o metterli sotto acqua corrente per dodici ore.Un altro metodo valido è mettere i cristalli per uno o due giorni sotto la neve.Ricordati che per i cristalli più scuri e non trasparenti occorre un tempo di pulizia maggiore rispetto ai loro compagni chiari e trasparenti.Dopo queste semplici operazioni di pulizia sarà arrivato il momento di “accogliere” il cristallo e farlo sentire a casa. Puliscilo con del sapone accarezzandolo dolcemente e cercando di fargli sentire il tuo affettuoso benvenuto, quando avrai finito sarai finalmente in possesso di un cristallo energeticamente pulito e azzerato. Il passo successivo sarà ricaricarlo.
mag
03
2008

Chissà quante volte nella vostra vita avete visto, ammirato, toccato un cristallo. Sono oggetti molto diffusi e vengono considerati da chi non li conosce solo come soprammobili o gioielli. Probabilmente però se siete capitati a leggere queste righe avete avuto o pensate di poter avere un vero incontro con i cristalli, un incontro energetico. Si tratta di un’esperienza particolare, che non avviene mai per caso, spesso e volentieri sono i cristalli stessi a “chiamarci” quando siamo pronti ad accogliere il loro messaggio. Può capitare che aggirandovi in una libreria sentiate l’impulso a comprare un libro sui cristalli o che davanti ad un negozio di pietre vi venga la tentazione di entrare e comprarne una o ancora che un amico ve la regali. Ognuno di questi casi può sembrare fortuito ma non lo è; di fronte ad ognuno di essi possiamo decidere di ascoltare il nostro impulso o di continuare dritti per la nostra strada. Attenzione però perché i cristalli sono testardi, se non accetterete il loro invito oggi è probabile che domani il desiderio di entrare in contatto sopravalga la tendenza ad ignorarli. Prima o poi probabilmente verrete in possesso di un cristallo e dovrete imparare a trasformarlo in un compagno di vita, il supporto di uno o più di loro può veramente aiutarci in tutto ciò che facciamo