giu 09 2008
La meditazione

Nella parola meditazione è concentrata una molteplicità di significati molto vasta. Le interpretazioni variano da cultura a cultura e una delle differenze più marcate si riscontra nei diversi principi che definiscono questa pratica in occidente e in oriente.
Basta prendere un vocabolario per iniziare a definire più concretamente la meditazione.
Meditare:
–“considerare a lungo ed intensamente un problema, impegnando le proprie facoltà mentali e spirituali”;
–“verbo che implica applicazione e riflessione”;
–“cercare di rendere chiaro o di fissare nell’ambito del proprio intento”;
–“pensare, riflettere, avere in mente”.
Meditatore:
–“segreto ponderatore, macchinatore”.
Meditazione:–“prolungata e intensa applicazione delle proprie facoltà spirituali o intellettive su un argomento o un problema”;
–“pratica ascetica, consistente in una forma di preghiera mentale o anche di predica, destinata ad aumentare le possibilità del credente nei confronti della fede mediante la riflessione”.
(le definizioni sono tratte dal vocabolario del Devoto)
Comune denominatore di tutte queste definizioni è il rimando ad un’attività. Che si tratti di pensare, riflettere, pregare o impegnare qualsiasi facoltà mentale resta chiaro che la meditazione si svolge nella sfera del fare.
E’ in questa impostazione di base che il concetto orientale di meditazione si differenzia radicalmente, se per gli occidentali le tecniche di meditazione implicano l’esercizio di attività della mente per gli orientali è tutto il contrario.
Nelle più importanti scuole di meditazione orientali vengono insegnate tecniche in cui la mente è chiamata a non fare, a non sforzarsi, in breve a non pensare.La cosa affascinante è che in questa maniera si può arrivare ad uno stato meditativo senza il bisogno di sforzo o di fatica, basta non fare assolutamente nulla.Una delle tecniche di meditazione più semplice e alla portata di chiunque si basa sull’ascolto del proprio respiro, il lasciarsi vivere senza fare nulla, nemmeno impegnarsi nel contrasto dei pensieri spontanei. In questa maniera si può conquistare una dimensione propria fatta di silenzio interiore che ci permette di entrare e capire il significato della meditazione.Il meditare è un’esperienza inesprimibile attraverso il linguaggio, la sua soggettività la rende diversa per ogni individuo e non raffigurabile.
Essa ci permette di vivere sensazioni talmente sottili ma contemporaneamente intense e catalizzanti che, vista la loro dimensione fortemente personale, non sono descrivibili a parole.
L’unica cosa da fare per capire la meditazione è provare l’esperienza in prima persona. Oggi si stanno diffondendo in tutto l’occidente scuole di meditazione orientale e tra questa spicca per efficacia ed originalità quelle create dal maestro indiano illuminato Osho.Le sue tecniche sono state elaborate per conciliare la meditazione orientale con lo stile di vita dinamico degli occidentali.
Osho per dimostrare l’inutilità del pensiero nella meditazione, suggerì ai suoi discepoli di annotare tutto ciò che capitava loro per la mente, senza tralasciare nulla. Così facendo dimostrò che per quanto tentassero di concentrarsi su particolari argomenti, la loro mente inseriva autonomamente un elevato numero di pensieri inutili, stupidi e fuori luogo.Osho cercò di unire nella meditazione l’inclinazione meditativa tipica orientale all’attività e al movimento occidentali. Il risultato consiste in tecniche originali per creare le premesse per una valida meditazione anche in coloro che sono super impegnati o stressati.
Famose sono le meditazioni: Dinamica, Kundalini, Nataraj, No Dimension… che sono tutte apprendibili e praticabili negli Osho Meditation Centre diffusi in tutte le grandi città italiane.
In ogni caso, qualunque tecnica di meditazione intendiate scegliere, sappiate che uno dei più validi supporti sarà sempre l’energia dei cristalli.
La prossima volta vedremo come.