ago 22 2008
Ma possiamo scegliere noi?
Una volta che siamo in grado di effettuare delle valide autoanalisi ed autodiagnosi siamo pronti per individuare i cristalli che più sono congeniali al nostro stato psicofisico. Attenzione però perché in materia le teorie degli esperti sono contrastanti, ci sono i contrari all’autoterapia per i quali solo un cristalloterapeuta esperto è in grado di scegliere le pietre giuste e ci sono coloro che ritengono grave la scelta di un cristallo non strettamente idoneo al nostro problema. Aristotele diceva che “in medio stat virtus” e noi seguiremo il suo consiglio per orientarci senza estremismi.
Per i principianti la scelta migliore ricade sempre sui cristalli più “facili” e noti, una volta che avremo preso confidenza con questi potremo lasciarci andare a creatività ed intuito.
Partendo dalla convinzione che ognuno è in grado di curare se stesso, la cristalloterapia agisce in due direzioni: la prima ha come obbiettivo la cura delle cause profonde da individuare col metodo dei perché; la seconda invece punta dritto al sintomo.
Se siamo stati in grado di individuare gli elementi subconsci che determinano un malessere fisico potremo andare a cercare negli elenchi delle proprietà dei cristalli che pubblicheremo dalle prossime settimane le pietre i cui messaggi sono maggiormente allineati allo stato di equilibrio fisico e mentale che vogliamo ricreare. Spesso ci troveremo indecisi di fronte a due cristalli le cui proprietà sono molto simili, sarà il momento di affidarci al nostro “sentire” per capire quale preferiamo, oppure di usarli entrambi.
Anche nella scelta del cristallo più adatto alla cura di un determinato sintomo per i principianti è importante affidarsi ai dati derivanti dalla sperimentazione terapeutica che vi offriremo in seguito o che potete trovare in qualunque testo sulla cristalloterapia. Nei prossimi giorni vi racconterò il metodo intuitivo che quando sarete un po’ più esperti diventerà la vera guida per la vostra autocura.