giu 19 2008

Consapevolezza e cristalli

Published by Marcello under Cristalloterapia

Il cammino che porta alla consapevolezza ed alla realizzazione dello scopo della nostra esistenza è molto lungo, senza una fine determinata e un percorso prestabilito. E’ un percorso che progredisce di pari passo con l’accrescimento delle nostre conoscenze e delle esperienze che l’essere nel mondo ci offre. Conoscere i cristalli è parte integrante del vortice che conduce alla consapevolezza; dal contatto con essi non si finisce mai di imparare e si riceve un sostegno forte, spesso imprescindibile per supertare gli ostacoli che si frappongono tra il nostro io cosciente ed il nostro io consapevole. Anche la strada che conduce alla conoscenza dei cristalli è lunga e non si finisce mai di imparare, anche se dal momento in cui si comincia sarà sempre più in discesa.
Entrare nel mondo dei cristalli significa dischiudere una porta che dà accesso ad una realtà luminosa e multicolore, dove ogni elemento interagisce con noi e ci guida nella nostra crescita personale. Luci e vibrazioni apriranno il nostro essere ad una maggiore coscienza evolutiva; informazioni di ogni genere, conosce o non consce, giungeranno al nostro io per spingerci sempre di più e più velocemente verso l’esperienza della consapevolezza profonda della nostra ragione di esistenza.
Cristalli di ogni tipo e misura sono pronti ad entrare nelle nostre vite e ad offrirci l’aiuto di cui abbiamo bisogno. Ognuno di essi ha un bagaglio energetico, di informazioni, di esperienze e di contatti diverso e quindi il supporto che possiamo trovare in ogni cristallo è diverso e unico.
Nel nostro cammino possiamo iniziare con un piccolo burattato, con un geode, un maestro o una piccola drusa per poi trovarci circondati da cristalli di tutti i generi, colori e fogge.
Non preoccupiamoci di cercarli perché saranno loro a trovare noi per coadiuvarci nel percorso di scoperta dell’universo di cui siamo una parte unica ed insostituibile.
Nel momento in cui entreremo in contatto con i cristalli sarà importante sapere che tipologia di essi scegliamo di  accogliere nella nostra vita e quindi in questa sede è importante fare un introduzione ai diversi generi di cristalli esistenti. Abbiate pazienza di aspettare qualche giorno e vi svelerò forme e poteri dei cristalli.

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giu 15 2008

Cogliere i messaggi della coscienza

Published by Marcello under Cristalloterapia

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Durante l’esercizio di meditazione entrerete in contatto con una nuova sfera di “sentire”. Vi si dischiuderà un mondo nuovo, meraviglioso e tutto da scoprire. E’ il mondo della vostra interiorità, sempre in evoluzione ma sempre uguale per il suo esploratore, talmente vasto da offrire un’infinità di esperienze, sensazioni, dialoghi sempre nuovi. Con la prima esperienza meditativa si intraprende una strada che conduce alla più profonda conoscenza di noi stessi, ognuno entra in contatto con una dimensione unica, totalmente soggettiva, che può presentare diversi caratteri di realtà e di esperibilità. Come ad esempio la ricorrenza di immagini mentali che producono luoghi stabili, dove di meditazione in meditazione scopriamo di tornare; oppure sensazioni fisiche, che riconosciamo simili ad altre già conosciute durante meditazioni precedenti, ma che capiamo evolversi di volta in volta; o ancora il contatto con personaggi coi quali instauriamo ogni volta dialoghi di diverso genere. La realtà che si cela dietro lo spazio della coscienza è tanto vasta quanto simbolica e soggettiva. Non dialoga con noi attraverso la chiarezza razionale tipica della comunicazione umana ma si fa percepire con sensazioni e immagini allegoriche, starà a noi imparare a decifrarle perché nessuno può farlo al nostro posto. Questo infatti è un messaggio che noi stessi comunichiamo a noi stessi e vale solo per noi stessi, è come se una diversa profondità di coscienza che alberga nel nostro io comunicasse con la superficie e cioè con il nostro “io nel mondo”.Quando siamo immersi in un’esperienza extrasensoriale di questo tipo il supporto di un cristallo è uno degli aiuti più preziosi. Potremo avere da lui suggerimenti, rivelazioni, informazioni che ci comunicherà in maniera molto diretta o simbolicamente. Ricordate che a lui potete chiedere tutto ciò che desiderate sapere, compreso un chiarimento in merito ad un suo messaggio precedente.Fate questo esercizio anche con il cristallo chiuso tra entrambe le mani, questo comporta un contatto più forte perché viene aggiunta la vostra energia personale che attraversando il cristallo ne potenzia l’emissione. Attenzione però a sperimentare l’uso delle due mani solo dopo aver praticato l’esercizio con una mano più volte, l’energia che viene sprigionate è molto forte e potrebbe causarvi qualche disagio se non siete preparati.Questo approccio al mondo del “sentire” e della meditazione vi renderà più aperti e ricettivi all’energia dei cristalli e vi permetterà non solo di beneficiarne ma di riattivare percezioni sensoriali sopite.

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giu 12 2008

Sentire nella meditazione

Published by Marcello under Cristalloterapia

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Siamo tutti dotati di cinque sensi: gusto, olfatto, tatto, udito e vista. Sono queste percezioni che ci guidano nella vita quotidiana e che ci permettono di essere coscienti di noi stessi in quanto esseri immersi nel mondo. Le sensazioni che pervengono a coscienza non sono però tutte quelle che potremmo percepire, vi è una miriade di impulsi che vengono per così dire “scartati” dal nostro subconscio perché considerati superflui, non decisivi alla sopravvivenza dell’individuo. E’ in questo substrato che agisce la meditazione, la sua potenza consiste proprio nell’elevare a coscienza ciò che il nostro “io nel mondo” ci nasconde.Uno dei modi più efficaci per giungere a tali percezioni è attraverso i cristalli. Utilizzate ad esempio uno dei cristalli che avete purificato e programmato, scegliete una situazione tranquilla (nella natura o anche in casa), sedetevi comodi con la schiena ben eretta, mettete in sottofondo una musica rilassante ed afferrate con la mano sinistra (destra per i mancini) il vostro cristallo. Potete ora chiudere gli occhi e concentrandovi su una respirazione regolare giungere ad un totale rilassamento.Visto che il rilassamento è un requisito importantissimo se siete particolarmente tesi o agitati vi consiglio un po’ di attività fisica prima di iniziare la meditazione.Una volta giunti ad uno stato di relax lasciate scorrere i vostri pensieri liberamente, non cercate di fermarli, di elaborarli ma lasciateli fluire come nuvole che attraversano il cielo. Adesso siete come osservatori esterni di voi stessi, sentendo lo scorrere dei pensieri riportate l’attenzione sul respiro che entra ed esce, entra ed esce, entra ed esce…Lentamente l’attività cerebrale si placa e il confine del nostro io cosciente sfuma in nuove sensazioni prima nascoste. In questa situazione non vi state sforzando di raggiungere qualcosa ma state lasciando che ciò che può e vuole farlo possa raggiungere voi. Le sensazioni che arriveranno potrebbero essere dei generi più disparati, da piccoli spasmi muscolari a vibrazioni nel corpo a colori, immagini, o perfino suoni e profumi.Per ognuno le percezioni sono diverse, spesso incomunicabili, e man mano che affinerete la vostra tecnica personale saranno più intense e nitide. Non preoccupatevi se i primi tentativi non vi offriranno sensazioni sorprendenti o accadimenti straordinari, l’importante è che di volta in volta la vostra attenzione sia concentrata su ciò che accade, qualsiasi cosa essa sia. Provate questo esercizio più volte fino a successo ottenuto.

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giu 09 2008

La meditazione

Published by Marcello under Cristalloterapia

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Nella parola meditazione è concentrata una molteplicità di significati molto vasta. Le interpretazioni variano da cultura a cultura e una delle differenze più marcate si riscontra nei diversi principi che definiscono questa pratica in occidente e in oriente. 
Basta prendere un vocabolario per iniziare a definire più concretamente la meditazione.
Meditare:
–“considerare a lungo ed intensamente un problema, impegnando le proprie facoltà mentali e spirituali”;
–“verbo che implica applicazione e riflessione”;
–“cercare di rendere chiaro o di fissare nell’ambito del proprio intento”;
–“pensare, riflettere, avere in mente”.
Meditatore:
–“segreto ponderatore, macchinatore”.
Meditazione:–“prolungata e intensa applicazione delle proprie facoltà spirituali o intellettive su un argomento o un problema”;
–“pratica ascetica, consistente in una forma di preghiera mentale o anche di predica, destinata ad aumentare le possibilità del credente nei confronti della fede mediante la riflessione”.
(le definizioni sono tratte dal vocabolario del Devoto)
Comune denominatore di tutte queste definizioni è il rimando ad un’attività. Che si tratti di pensare, riflettere, pregare o impegnare qualsiasi facoltà mentale resta chiaro che la meditazione si svolge nella sfera del fare.
E’ in questa impostazione di base che il concetto orientale di meditazione si differenzia radicalmente, se per gli occidentali le tecniche di meditazione implicano l’esercizio di attività della mente per gli orientali è tutto il contrario.
Nelle più importanti scuole di meditazione orientali vengono insegnate tecniche in cui la mente è chiamata a non fare, a non sforzarsi, in breve a non pensare.La cosa affascinante è che in questa maniera si può arrivare ad uno stato meditativo senza il bisogno di sforzo o di fatica, basta non fare assolutamente nulla.Una delle tecniche di meditazione più semplice e alla portata di chiunque si basa sull’ascolto del proprio respiro, il lasciarsi vivere senza fare nulla, nemmeno impegnarsi nel contrasto dei pensieri spontanei. In questa maniera si può conquistare una dimensione propria fatta di silenzio interiore che ci permette di entrare e capire il significato della meditazione.Il meditare è un’esperienza inesprimibile attraverso il linguaggio, la sua soggettività la rende diversa per ogni individuo e non raffigurabile.
Essa ci permette di vivere sensazioni talmente sottili ma contemporaneamente intense e catalizzanti che, vista la loro dimensione fortemente personale, non sono descrivibili a parole.
L’unica cosa da fare per capire la meditazione è provare l’esperienza in prima persona. Oggi si stanno diffondendo in tutto l’occidente scuole di meditazione orientale e tra questa spicca per efficacia ed originalità quelle create dal maestro indiano illuminato Osho.Le sue tecniche sono state elaborate per conciliare la meditazione orientale con lo stile di vita dinamico degli occidentali.
Osho per dimostrare l’inutilità del pensiero nella meditazione, suggerì ai suoi discepoli di annotare tutto ciò che capitava loro per la mente, senza tralasciare nulla. Così facendo dimostrò che per quanto tentassero di concentrarsi su particolari argomenti, la loro mente inseriva autonomamente un elevato numero di pensieri inutili, stupidi e fuori luogo.Osho cercò di unire nella meditazione l’inclinazione meditativa tipica orientale all’attività e al movimento occidentali. Il risultato consiste in tecniche originali per creare le premesse per una valida meditazione anche in coloro che sono super impegnati o stressati.
Famose sono le meditazioni: Dinamica, Kundalini, Nataraj, No Dimension… che sono tutte apprendibili e praticabili negli Osho Meditation Centre diffusi in tutte le grandi città italiane.
In ogni caso, qualunque tecnica di meditazione intendiate scegliere, sappiate che uno dei più validi supporti sarà sempre l’energia dei cristalli.
La prossima volta vedremo come.

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mag 25 2008

La programmazione: istruzioni per l’uso

Published by Marcello under Cristalloterapia

Programmazione

Se applicherete i seguenti suggerimenti potrete usufruire appieno delle possibilità del vostro cristallo:
• Il cristallo per essere pronto alla programmazione deve venire previamente purificato e scaricato da eventuali programmi preesistenti.
• Preparate poi una frase che volete far memorizzare alla pietra, evitando negazioni e tempi diversi dall’indicativo presente (“non voglio che…”  “vorrei…”), il contenuto deve essere facile da ricordare.
• In un luogo dove non potete essere disturbati levatevi tutti gli anelli e passandoci sopra il cristallo diverse volte purificate ed equilibrate la vostra aura.
• A questo punto sedetevi in posizione eretta, rilassando tutto il corpo e prestando attenzione a respirare in maniera corretta. Cercate di lasciarvi andare, senza aver fratta, senza voler ottenere a tutti i costi, ma accettando la discesa nello spazio del silenzio e della meditazione. Non fermate eventuali pensieri che vi possono balenare nella mente ma lasciate scorrere il flusso.
• Appoggiate sul terzo occhio il cristallo che tenete con la mano sinistra (i mancini con la destra), mettete l’altra mano sul chakra del cuore. E’ il momento di lasciarvi andare all’energia del cristallo e quando sentite di essere pronti chiedete al cristallo di ascoltare, sentire e riconoscere la vostra energia.
• Fatto ciò entriamo nella fase della programmazione vera e propria. Immaginate un raggio di luce bianca che esce dal terzo occhio ed entra nel cristallo, è su questo raggio che dovete scrivere il vostro messaggio e lasciare che venga impresso nella pietra. Visualizzatelo quindi impresso nel suo interno e mantenete la visualizzazione finché non saprete che il cristallo ha memorizzato l’informazione.
• Ringraziate il vostro nuovo amico fidato.D’ora in poi tutte le volte che desidererete domandare qualcosa al vostro cristallo o comunicargli dei messaggi, potrete usare la stessa procedura o affinarne un similare ma più consona al vostro sentimento.Il cristallo è in grado di soddisfare le richieste più svariate, l’unico limite alla domande che potete porgli è quello della vostra immaginazione. Il cristallo ovviamente non risolve problemi o realizza desideri, la sua energia serve a noi per chiarire le nostre idee. Siamo sempre e solo noi a tenere i mano la nostra vita e a decidere. Il cristallo è un grande amico che dispensa consigli, indirizza e illumina la strada con la sua luce.

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mag 22 2008

Cos’è la programmazione

Published by Marcello under Cristalloterapia

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Fin dal primo incontro il nuovo cristallo è stato vicino a noi, manca però ancora qualcosa perché esso possa diventare espressamente “nostro”.Dobbiamo instaurare con lui un rapporto di interazione più profondo, fargli capire l’importanza che ha per noi e il nostro desiderio di dialogo esclusivo, in sintesi dobbiamo programmare il nostro cristallo.Un cristallo con cui veniamo in contatto per la prima volta è ancora un cristallo di tutti, ha scambiato la sua energia con moltissime persone prima di noi e continuerà a farlo se non gli chiediamo espressamente d’instaurare un rapporto di esclusività.Bisogna essere attenti all’atteggiamento che usiamo nei suoi confronti, la programmazione non è un’imposizione della nostra volontà ma è un invito ad entrare in simbiosi con la nostra propria energia. Per capire meglio come programmare un cristallo perché faccia ciò che desideriamo basta osservare il metodo di memorizzazione dei calcolatori. In ogni computer la memoria è impressa su dei chip in biossido di silicio ovvero la medesima sostanza di cui è composta la pietra che volete programmare. Se la funzione dei chip è di memorizzare gli impulsi con cui viene in contatto, lo scopo del vostro cristallo è di conservare ciò che è stato memorizzato quando viene dato l’impulso.Ovviamente il medium di trasferimento dei dati di un chip è differente da quello di un cristallo: il primo usa energie elettroniche mentre il secondo energie mentali, molto più sottili.Quando avete programmato un cristallo riponetelo in un posto accogliente e ben in vista e fate attenzione che nessun altro lo tocchi, nel caso questo accada dovrete riprogrammarlo. Anche nel caso voi stessi tocchiate il vostro cristallo in momenti di stati d’animo particolarmente avversi o forti sarà meglio che lo ripuliate e lo riprogrammiate, cosa comunque da fare di tanto in tanto per mantenere con lui un contatto stretto.

Nel prossimo post i segreti per la programmazione della vostra pietra.

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mag 10 2008

Ricarica energetica per il vostro cristallo

Published by Marcello under Cristalloterapia

ricarica1.gif Il cristallo dopo la pulitura è svuotato della sua energia e ha bisogno di essere ricaricato. Ci sono varie possibilità per ridare energia al vostro cristallo e ognuna di esse gli conferisce delle qualità diverse: qui di seguito ne descriviamo alcune
Con l’energia solare: si espone il cristallo alla luce solare per un periodo che varia da un’ora ad un’intera giornata a seconda delle dimensioni e dell’energia che sentite necessaria. Attenzione a quei cristalli (solitamente i trasparenti colorati) che possono perdere o cambiare colore, per loro è meglio evitare questo tipo di energizzazione.
Con l’energia lunare: esporre il cristallo alla luce della luna in un luogo aperto per una notte intera, questo gli conferirà un’energia yin.
Con la neve: mettere il cristallo su una superficie innevata potenzierà l’effetto di ricarica del sole o della luna: i cristalli di neve aumentano l’assorbimento di energia proveniente dall’esposizione agli astri.
Con l’energia della terra e della natura: un altro valido metodo di ricarica è sotterrare il cristallo per due o tre giorni, possibilmente in prossimità delle radici di una pianta. Si può anche fare adoperare un vaso da appartamento nel caso non abbiate a disposizione un giardino, in questo frangente è meglio aumentare il tempo di esposizione.
Con l’energia della piramide: un metodo molto usato e apprezzato è di mettere il cristallo sotto una piramide con le proporzioni della piramide di Cheope. Sarà sufficiente un’esposizione di ventiquattrore per ricaricarlo.
Il cristallo ricaricato è adesso in grado di prendere contatto con l’energia del posto in cui scegliamo di lasciarlo, non chiudete mai il vostro cristallo in un cassetto buio perché ne soffrirebbe molto e non potrebbe offrirvi l’aiuto per cui vi ha cercato e trovato. Ha bisogno di un posto dove possa essere visto e magari dove possa interagire con altri cristalli che possediamo, gradirà molto la compagnia.

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mag 05 2008

La pulizia

Published by Marcello under Cristalloterapia

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Adesso che siamo in possesso di un cristallo dobbiamo iniziare a prenderci cura di lui. La prima cosa di cui ha bisogno è di una profonda pulizia energetica. Quando entriamo in contatto con un cristallo per la prima volta non sappiamo nulla sul suo passato, in che mani è stato, in che luoghi è stato, se ha subito “traumi” di qualche genere. Un buon consiglio è di non tenere troppo in mano un cristallo sconosciuto prima della purificazione, l’energia che rilascia potrebbe essere perturbata.Il primo metodo di pulizia è mettere il cristallo in una ciotola (non di plastica) e ricoprirlo completamente di sale, dopo averlo lasciato riposare da una a dodici ore a seconda delle necessità, mettete la ciotola sotto dell’acqua corrente finché tutto il sale non si sarà sciolto. Non dimenticarti di chiedere al Deva dell’acqua di trasformare le energie negative in energie neutre e di ringraziarlo per questo. Attenzione ai cristalli contenenti rame, il sale li ossida e quindi per pulirli bisogna usare l’argilla (come suddetto per il sale) o metterli sotto acqua corrente per dodici ore.Un altro metodo valido è mettere i cristalli per uno o due giorni sotto la neve.Ricordati che per i cristalli più scuri e non trasparenti occorre un tempo di pulizia maggiore rispetto ai loro compagni chiari e trasparenti.Dopo queste semplici operazioni di pulizia sarà arrivato il momento di “accogliere” il cristallo e farlo sentire a casa. Puliscilo con del sapone accarezzandolo dolcemente e cercando di fargli sentire il tuo affettuoso benvenuto, quando avrai finito sarai finalmente in possesso di un cristallo energeticamente pulito e azzerato. Il passo successivo sarà ricaricarlo.

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mag 03 2008

Il Contatto

Published by Marcello under Cristalloterapia

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Chissà quante volte nella vostra vita avete visto, ammirato, toccato un cristallo. Sono oggetti molto diffusi e vengono considerati da chi non li conosce solo come soprammobili o gioielli. Probabilmente però se siete capitati a leggere queste righe avete avuto o pensate di poter avere un vero incontro con i cristalli, un incontro energetico. Si tratta di un’esperienza particolare, che non avviene mai per caso, spesso e volentieri sono i cristalli stessi a “chiamarci” quando siamo pronti ad accogliere il loro messaggio. Può capitare che aggirandovi in una libreria sentiate l’impulso a comprare un libro sui cristalli o che davanti ad un negozio di pietre vi venga la tentazione di entrare e comprarne una o ancora che un amico ve la regali. Ognuno di questi casi può sembrare fortuito ma non lo è; di fronte ad ognuno di essi possiamo decidere di ascoltare il nostro impulso o di continuare dritti per la nostra strada. Attenzione però perché i cristalli sono testardi, se non accetterete il loro invito oggi è probabile che domani il desiderio di entrare in contatto sopravalga la tendenza ad ignorarli. Prima o poi probabilmente verrete in possesso di un cristallo e dovrete imparare a trasformarlo in un compagno di vita, il supporto di uno o più di loro può veramente aiutarci in tutto ciò che facciamo

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apr 23 2008

Le pietre e il corpo

Published by Marcello under Cristalloterapia

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Ma come agisce ed interagisce con noi un cristallo? Va fatta una premessa che metta in guardia tutti i ciechi sostenitori della medicina allopatica, la scienza che ha la pretesa di essere l’unica via possibile di guarire corpo. Oggi sappiamo che la verità è ben lontana da ciò che le case farmaceutiche diffondono come incontestabile, purtroppo la loro influenza è ancora tale da non permettere ad altre discipline di essere riconosciute come valide alternative. A noi però poco importa che sia combattuta una battaglia di interessi, vogliamo invece capire quanto di credibile c’è dietro ogni medicina non convenzionale.
La più radicale differenza che caratterizza queste discipline è un diverso approccio curativo nei confronti del corpo. La medicina allopatica individua un sintomo, ne denuncia le cause e agisce chimicamente per sopprimerlo. Sia la causa che l’effetto vengono considerati agenti esterni: ho preso il raffreddore perché faceva freddo; sono guarito perché il medico mi ha curato. Questa è la classica visione meccanicista. Noi però stiamo imparando ad affrontare il mondo sotto un punto di vista differente. L’Universo non è fatto di un “io” separato da tutto ciò che gli è esterno, estraneo. L’Universo è un tutt’uno di energia, noi siamo corpo fisico e corpo energetico totalmente interconnessi con l’esterno: interagiamo costantemente con tutto l’Universo.
Dipende direttamente da noi tutto ciò che ci accade perché siamo noi a porre le condizioni di ogni evento. Se ci ammaliamo non è perché la malattia ci ha sfortunatamente scelto ma è perché le abbiamo permesso di instaurarsi. Quando poi sconfiggiamo la malattia non è opera del nostro medico ma opera nostra. La medicina mi può aiutare ma sono io che effettuo il processo di guarigione. Se quindi la nostra condizione psico fisica dipende dalle nostre scelte e dal nostro sentire, il metodo migliore per mantenerci sani è percepire con attenzione il linguaggio dei sintomi. Il corpo ci parla in continuazione ma spesso siamo troppo “occupati” per accorgercene. Se fossimo più attenti gran parte dei malesseri che ci affliggono potrebbero essere eliminati prima che arrivino. Parola magica per le medicine alternative è infatti la prevenzione e per applicarla intorno a noi c’è una serie di “aiuti”. I cristalli, i Reiki, la meditazione, i terapisti energetici, la musica sono solo una parte dei metodi per attuare il programma di cura e guargione.

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